Maddaloni: L’Acquedotto Carolino nell’ottica artistica di Gigino Nostrale

Nostrale fotografo Gigino 1 Locandina Mostra Acquedotto Carolino 240623

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Sabato 24 giugno vernissage della Mostra Fotografica promossa da Comune e Museo

L’Evento s’inquadra fra le iniziative a 250 anni dalla scomparsa del geniale Vanvitelli

 

Arte su Arte, Attualità e Storia, rivisitazione del Patrimonio Architettonico e Valorizzazione Turistica: questo ed altro ancòra si snoderà nel corso del vernissage della Mostra fotografica in programma per sabato 24 giugno– con inizio alle ore 17,30 e ad ingresso libero –, nella Sala Polivalente del Museo Civico di Maddaloni in Via Nino Bixio 211. L’importante Evento – intitolato “L’Acquedotto Carolino attraverso l’obiettivo fotografico di Gigino Nostrale” e che punta a rievocare la genialità di Luigi Vanvitelli nel 250° della morte – è promosso dal Comune di Maddaloni d’intesa con il Museo Civico, il Liceo Don Gnocchi, l’Università Federico II e l’Università  della Campania che si fregia del nome dell’illustre architetto italiano, di origine olandese, ed autore, fra tante opere, della celebre Reggia di Caserta e del maestoso Acquedotto Carolino.

Per la straordinaria circostanza interverranno il rieletto sindaco Andrea De Filippo (che molto probabilmente sarà accompagnato dal neo-assessore alla Cultura, il cui nome dovrebbe emergere durante la prima seduta consiliare Nostrale fotografo Gigino 3 Autore della Mostraconvocata per giovedì 22 al Villaggio dei Ragazzi), il responsabile scientifico del Museo Civico Maria Rosaria Rienzo, lo storico locale monsignor don Francesco Perrotta e naturalmente il maestro-fotografo Gigino Nostrale cui va riconosciuto il grande merito di aver allestito il repertorio delle 41 immagini in esposizione proprio per il loro evidente pregio storico-artistico. Si preannuncia un’interessante sequenza di discorsi illustrativi e critici che (è agevole prevederlo) cattureranno l’attenzione dei partecipanti all’appuntamento culturale. I relatori, infatti, sono autorevoli e ben noti per talento, consolidati studi e documentate esperienze di ricerca: basti pensare al primo cittadino tornato plebiscitariamente alla guida di Maddaloni, un numberone accorto, prudente, che non promette fronzoli, mostrandosi antiretorico per eccellenza; al direttore Rienzo che del Museo Civico è appassionato quanto impavido paladino; a monsignor Perrotta, la cui sterminata bibliografia storica non teme confronti; al maestro Nostrale che, accanto ad una vasta documentazione di rilievo data alle stampe, ha all’attivo l’autentico record di 133 Mostre personali in Italia e all’estero. Fortunato/a chi potrà ascoltarli! Di sicuro sentirà chiavi interpretative che aiuteranno a ricostruire ricordi, personaggi e fatti di un passato fulgido per il territorio casertano, di un’epoca che ci ha lasciato attrattori che davvero meritano una nuova Mostra e molto di più.

L’Acquedotto Carolino – si legge nel web – fu costruito “per alimentare il complessoNostrale fotografo Gigino 1 Uno scatto mirabilmente panoramico sull'Acquedotto Carolino di San Leucio e per fornire anche l'apporto idrico alla Reggia di Caserta (o meglio alle "reali delizie" costituite dal parco, dal giardino inglese e dal bosco di San Silvestro), prelevando l'acqua alle falde del monte Taburno, dalle sorgenti del Fizzo, nel territorio di Bucciano (BN), e trasportandola lungo un tracciato che si snoda, per lo più interrato, per una lunghezza di 38 chilometri. I lavori dell'acquedotto, progettato da Luigi Vanvitelli su commissione di re Carlo di Borbone (da cui l'appellativo di Carolino), presero il via nel marzo del 1753. Il 2 agosto 1754 re Carlo conferì ad Airola il titolo di città come ricompensa formale per lo sfruttamento delle sorgenti di Bucciano, che all'epoca era un casale della stessa Airola. L'opera compiuta fu inaugurata il 7 maggio 1762… I lavori furono completati nel 1770 con una spesa complessiva di 622.424 ducati. Oltre al complesso di San Leucio (di fatto l'attività produttiva più rilevante nata dall'indotto della creazione dell'acquedotto) l'intera area casertana ha visto lo svilupparsi di molteplici iniziative imprenditoriali che sfruttavano la forza motrice dell'acqua; come per esempio i numerosi mulini impiantati lungo l'articolato percorso dell'acquedotto”. Nostrale fotografo Gigino 4 Ponti della Valle - Torrino n.50Ecco, Nostrale fa partire il suo itinerario di racconto fotografico dal primo torrino (in funzione di sfiatatoio e di struttura per il controllo della funzionalità dell’acquedotto) che sorse alle sorgenti del Fizzo e si proietta fino ai torrini (meno slanciati e diversi per sagoma) che l’architetto Francesco Collecini (già allievo ed aiutante del Vanvitelli) progettò per i prolungamenti a Carditello ed oltre. Lo stesso Nostrale – evidenziando l’importanza ingegneristica che il Carolino ebbe ed ha – aggiunge, per nostra opportuna informazione, che egli ha trovato analoghe strutture (risalenti all’antica epoca romana) in Francia (il Pont du Gard, fra Nimes e Avignone) e in Spagna (ove sfida i millenni, con la sua massima altezza di 28,10 metri, l’acquedotto di Segovia).

Arte su arte”, si diceva e non a caso: infatti, ribadito che ogni Musa artistica tende ad inglobare una o più Sorelle, riflettere sull’autonomia dell’Arte fotografica (e, per conseguenza, sul suo “statuto epistemologico” implicante opzioni scientifiche e tecniche e preordinato all’esplicazione della creatività) e pensare che Essa va ad esplorare, nella fattispecie, non un viso umano né un paesaggio naturale, bensì una gigantesca opera architettonica (di cui i Ponti della Valle di Maddaloni restano laNostrale fotografo Gigino 2 Il logo della Mostra più sorprendente struttura coi suoi “tre ordini di arcate poggianti su 44 piloni a pianta quadrata, per una lunghezza di 529 m. ed un’altezza massima di 55,80 m.”), allora la gara si gioca tutta sul binomio Architettura-Fotografia ed il maestro Nostrale – che sovente ha sfoderato, tutto intero, il rigore del fotografo documentarista – non può non promettere la sua “chiave interpretativa” dei gioielli ingegneristico-architettonici sui quali s’è applicato il suo obiettivo, sicché visitatori della Mostra possano meglio apprezzare quali stupendi esiti derivano da un contestuale concorso ad almeno due dimensioni creative. Una Mostra – non dimentichiamolo! – che ha il suo indispensabile tour da compiere (e siamo appena alla vigilia della seconda tappa, essendosi sviluppata la prima presso la Rocca de’ Rettori di Benevento). Oltretutto, se alla Fotografia spetta il primato di “fermare virtualmente il tempo”, chiunque è chiamato ad interrogare e interrogarsi in ordine alla cura che la coscienza civile dei vari periodi che si sono succeduti in due secoli e mezzo ha riservato ad opere nate per sfidare i tempi!

Si è detto ancòra “Attualità e Storia”: inevitabile, pertanto, domandarsi quale sia l’animo di chi è indifferente alle lezioni che la “Maestra di vita” offre al fine di esplorare i tratti e il retroterra delle situazioni e dei fenomeni nei cui contesti, oggi e domani, siamo invitati a vivere.

Nostrale fotografo Gigino 6 Fontana di CerereInfine, abbiamo marcato la duplice corsìa “Patrimonio Architettonico e Valorizzazione Turistica”: a nessuno dei presenti sabato 24 giugno nella Sala Polivalente del Museo Civico (e dei visitatori che si avvicenderanno nei giorni successivi) sfugge questo cruciale imperativo categorico che bussa alla mente e al cuore di autorità e cittadini. Ed anche da questo prezioso monito sorge la nostra gratitudine per Gigino Nostrale e per quanti gli assicurano costruttiva collaborazione ad ogni sua iniziativa, comunque fertile!

Nostrale fotografo Gigino 5 Reggia di Caserta-Cascata

Raffaele Raimondo