CAPUA. Innocenti bambini a lezione dai soldati

capua

  • Stampa
  • Condividi
L’incontro stupendo dell’educatore gen. Faraglia con gli scolari di Cancello ed ArnoneMondragone e Scampia: un esempio di approccio formativo che ricorda Don Milani

CAPUA (Raffaele Raimondo) – Ma chi ha mai detto che ci si educa soltanto fra le pareti familiari o scolastiche? Nessun avveduto! Del resto, a manovrar la felpata bacchetta che raddrizza il tiro, è la vita. Ogni santo giorno. E sovente sono lezioni miracolose. Uno di questi eventi s’è ripetuto una settimana fa, alla Caserma “Salomone” di Capua, dopo il solenne Giuramento di 630 giovani volontari dell’EI. Il gen. di Brigata, dunque non un tenentino, ha incontrato, per la circostanza, classi di bambini provenienti da Cancello ed Arnone, Mondragone e Scampia, sfoderando non la spada ma una lezione da manuale, che ci ha ricordato Don Lorenzo Milani, priore a Barbiana. Irripetibile la situazione, ovviamente, e perciò non introduciamo altro, se non che, da cronisti, abbiamo dato punture di spillo ed è venuta fuori acqua di sorgiva.            -Allora, ragazzi che cosa vi è piaciuto di questa cerimonia? Un preadolescente, che certo non le manda a dire, ci fulmina: “Sicuramente non mi è piaciuto stare seduto”. Di turno, la ragazza che scivola così: “A me la sincronizzazione dei soldati (voleva infatti dire “sincronismo” …dei movimenti). Tutti in ordine e negli stessi momenti, mi piacevano tantissimo”. Subito dopo, la sua bella metafora: “Era come un solo uomo con tantissimi specchi!”. Deviamo il microfono. -Ti piacerebbe fare il militare da grande? Sì, però non solo quello. Ho anche altri progetti da fare nella vita”. Tentenna un po’, una fanciulla che in realtà ha idee chiare, ed aggiunge “Mi piacerebbe allo stesso tempo, perché ti devi svegliare al primo mattino e …aaaa mmme piace dormire”. -Ma il tuo grande progetto qual è?Fare la stilista disegnatrice!”. Ecco scoperto l’arcano, che peraltro rilancia un segnale del nostro tempo. -E tu che pensi?Su cosa? Su come è stato lo spettacolo?” interviene un frugoletto quasi al …risveglio. Per vecchia deformazione professionale, lo correggiamo all’istante: -“Diciamo ‘cerimonia’!”. Ed egli, a replica rapida e felice: “E’ stata bella! Tutti sincronizzati i soldati, quando mettevano il fucile a lato …al centro, è stato molto bello. Parla del Beretta AR70/90. -Da dove vieni tu?Da Mondragone, però sono nato qua a Capua”. Veloce arriva l’autorevole conferma del consenso; parla la maestra della scuola primaria “De Amicis” del 1° Circolo didattico della città rivierasca: “E’ stato tutto interessante, formativo. Decisamente una bella rappresentazione!”. Rivolgendoci ad un simpatico marmocchio  -Tu  da grande faresti il militare? Pronuncia un “sì” debole, perciò incalziamo -“Ma tu hai un altro sogno in testa?Più o meno sì, il calciatore”. Ah, il mito del pallone…! Di tutt’altro avviso il compagno “A me è piaciuto molto. Sono ossessionato dalle armi: secondo me, io lo faccio il militare da grande”. Perentori altri ancora, a ripetizione: “Anch’io faccio il militare”; “A me è piaciuto e da grande lo voglio fare il militare”… Ormai questi studenti son tutti convertiti alla vita in divisa e in armi, anche se ricordiamo loro che è dura. -Dunque l’assessore Lucia Smirne ha fatto bene ad organizzare questa visita d’istruzione per voi?Sììì, è stato bello!” esclamano in coro… Si fa poi largo un intraprendente già …informato, un piccolo Solone: “Diciamo che pure mio cugino fa il militare. E’ una bella vita, è dura, però è bella!”. E un amichetto, quasi filosofo della nostalgia, subito gli fa eco: “Il militare… pure io ci vorrei essere”. “E’ stata un’esperienza nuova” afferma il suo vicino.  Incalziamo. -Il comandante Di Serafino ad un certo punto ha detto “Giurate voi di essere fedeli alla Repubblica Italiana, di osservare la Costituzione…?”. Voi sapete cos’è la Costituzione? Immediatamente  è venuto fuori che sapevano, eccome, ed erano pure ferrati sul Referendum del 2 giugno 1946 e perfino sul 70° Anniversario della nostra Repubblica che ricorre quest’anno, sulla differenza …fra Monarchia e Repubblica, …fra sudditi e cittadini. Benedetti ragazzi, ma voi ringraziate qualche volta le vostre insegnanti attivissime a trasmettere conoscenze storiche, così solerti ad inculcare  le norme del vivere civile? E scriverete un msg per dir grazie ad Antonio Tagliatela, presidente dell’Associazione “Quartiere Sant’Angelo”, che, d’accordo col direttivo, vi ha procurato il pullman? Sapremo. Per intanto, nemmeno un flash sul saluto del generale-comandante Faraglia? Sarebbe una birbata! Dice, e il volto sorridente consacra, che è un onore “per noi” accogliere le scolaresche; sorride e scherza coi ragazzi, li stuzzica sul tema caro del giorno di vacanza. Egli, juventino, giunge quasi a professarsi tifoso del Napoli e così cattura simpatia a bizzeffe; li invita infine ad assaggiar “qualche” dolcetto. E col gustoso epilogo si congeda, ma, ricevendo una pergamena di gratitudine in dono, con affabile impeto ad alta voce risponde: “Sono io che ringrazio tutti voi che oggi avete fatto tanta strada per venire qui”. Ma, attenzione, c’è un pistolotto a sorpresa! Mentre i fotografi cliccano, fissando per sempre le immagini, la signora Bianco – fondatrice-presidente dell’Associazione-onlus S.O.F.I.A. (Sostegno Operativo Famiglie Italiane Assistite), che opera nei campi dell’assistenza socio-sanitaria, della beneficenza, della formazione, e che di recente ha sottoscritto un protocollo d’intesa col Miur per condurre “Azioni di prevenzione e contrasto alla diffusione delle ludopatie e dei rischi connessi” – fa squillare lusinghieri accenti: “Signor generale, questi sono i pensierini scritti per lei dai bambini di Scampìa. Dopo i bambini di Forcella e della Sanità, stavolta, sempre grazie all’Esercito Italiano e nella persona del generale Faraglia, siamo qui coi ragazzi di Scampìa, per dimostrare che Scampìa non è solo quello che vogliono farci vedere, ma che c’è anche la parte sana e questa è il nostro futuro!”.     Il generale allora commenta l’importanza del rispetto delle regole nella vita di ogni giorno e dell’inserimento responsabile nella società. “Noi – aggiunge con diplomazia la gentile signora – vorremmo strapparle una promessa: quanto prima ci onori, lei sarà nostro ospite. Scampìa vuole vedere persone in divisa, uomini dello Stato, e non quelle persone che credono di comandare in quel territorio”. Una nostra agevole profezia? L’alto ufficiale non si sottrarrà e osiamo pensare che guiderà perfino un drappello, almeno per una volta …d’altronde sulla scìa ministeriale di “Strade sicure”.