INTERCETTAZIONI. Il sopralluogo di Alessandro Zagaria, le conversazioni con il sindaco e la revoca della gara

Malena madonna parente

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Nel giugno del 2009, Alessandro Zagaria, imprenditore nel settore della ristorazione di Casapesenna, oggi accusato di turbativa d'asta aggravata dall'art.7,  aveva appena 23 anni. Era giovanissimo: oltre alla freschezze anagrafica, però, 7 anni fa era titolare  pure della  “Gusti e Sapori srl”, una società che non si occupava di fogne ed edilizia, ma di  somministrazione di alimenti, bevande e servizio catering.

A dire il vero la Gusti e Sapori srl non era l’unica azienda in mano all'allora 23enne di Casapesenna: in quello stesso periodo (con precisione: dal 16 giugno 2009 fino al 12 dicembre 2012) Alessandro Zagaria gestiva anche l’Imperial Service, azienda inizialmente nata con intenti, diciamo così, edili, e poi ripiegati su ristoranti e buvette (PER LEGGERE LE DINAMICHE TAPPE DELL’IMPERIAL SERVICE CLICCA QUI).

Abbiamo tracciato questo quadro preliminare per renderci conto delle caratteristiche di uno dei personaggi indagati nella recentissima inchiesta Chronos, realizzata dai militari dell’Arma di Grazzanise e coordinata dalla Dda di Napoli.

Questa operazione, come già abbiamo più volte evidenziato, ruota attorno al mega appalto da oltre 3 milioni di euro per la realizzazione dell’emissario tra la località mazzonara e Cancello ed Arnone.

Nonostante all’epoca del bando della prima gara Alessandro Zagaria si occupi di ristorazione sono stati registrati suoi colloqui con l’allora sindaco Enrico Parente riguardanti proprio questo lavoro milionario e persino sopralluoghi sui posti dove si sarebbe realizzato il ‘canalone’.

L’interrogativo sorge spontaneo: perché l’attenzione, l’interesse di un giovane 23enne di Casapesenna su una questione che non ha affinità  con il lavoro che egli stesso svolge.

Tale quesito è stato rilevato anche dall’antimafia e dal gip Di Palma che ha ordinato il carcere, giovedì scorso, per 8 indagati (CLICCA QUI PER LEGGERE), tanto da scrivere, nel documento del Tribunale di Napoli, che il giovanissimo busineman dell’agro aversano “Non aveva, dunque, né titoli né competenze per svolgere un siffatto sopralluogo in data 23.6.2009 nei pressi del collettore di Cancello e Arnone ove arriverà il cantiere per l’emissario Grazzanise.”

La sequenza di intercettazioni, che iniziano alle 12,30 del 23 gioguno di 7 anni fa, pubblicate in calce al nostro articolo, riguardano proprio la perlustrazione, eseguita dell'all'epoca 23enne di Casapesenna, dei futuri luoghi del cantiere per la costruzione del collettore.


Enrico PARENTE:- pronto?

Alessandro ZAGARIA:- dottore io sto quà sto giù devo salire sopra?

Enrico PARENTE:- si salite il geometra già sa tutto andate

Alessandro ZAGARIA:- difronte

Enrico PARENTE:- è appena salite il geometra sta seduto a sinistra

Alessandro ZAGARIA:- ...inc. non devo dire niente?

Enrico PARENTE:- come?

Alessandro ZAGARIA:- l'altra persona non ci devo dire niente

Enrico PARENTE:- no dovete entrare e parlate con il geometra Parente vi accompagna lui sul posto

Alessandro ZAGARIA:-è è

Enrico PARENTE:- no l'altra persona no che glielo dovete dire a fare

Alessandro ZAGARIA:- va bene

Enrico PARENTE:- va bene d'accordo arriv...


TELEFONATA ALLE 12,47

Enrico PARENTE:- pronto?

Alessandro ZAGARIA:- dottore

Enrico PARENTE:- si allora

Alessandro ZAGARIA:- si io sto quà mo mi stanno dicendo che forse non è previsto sopralluogo

Enrico PARENTE:- come non ..passatemi

Alessandro ZAGARIA:-mo dico io vi aspetto pure fra un quarto d'ora venti minuti

Enrico PARENTE:- no no vengo più tardi però chiamo io il geometra

Alessandro ZAGARIA:-è sta quà vicino a me

Enrico PARENTE:- adesso lo chiamo sul telefono suo

Alessandro ZAGARIA:- ok ok


TELEFONATA ALLE 12,50

Alessandro ZAGARIA:- pronto?

Enrico PARENTE:- il geometra me lo volete passare al telefono per favore

Alessandro ZAGARIA:- è è

Francesco PARENTE:- pronto?

Enrico PARENTE:- uè Ciccio ciao

Francesco PARENTE:- si

Enrico PARENTE:- che è successo dimmi

Francesco PARENTE:- no niente

Enrico PARENTE:- e perché non possono prendere visione come no?

Francesco PARENTE:- si

Enrico PARENTE:- no del progetto del posto

Francesco PARENTE:- si si si si stiamo qua però mi stanno chiedendo delle questione tecniche che io il progetto non lo conosco

Enrico PARENTE:- ah si

Francesco PARENTE:- la curva di partenza per esempio io non lo so questo qua stiamo qua stiamo sul posto sopra le vasche

Enrico PARENTE:- ah già state sul posto e allora loro le quote di partenza possono prendere le copie addò Andrea

Francesco PARENTE:- eh si già ce l'hanno il progetto quindi

Enrico PARENTE:- ah

Francesco PARENTE:- al limite si dovevano studiare prima tutto il progetto e poi vedere sul posto se ci stava qualcosa che non andava

Enrico PARENTE:- ho capito però dico se loro hanno bisogno di prendersi le carte vanno..glielo dici tu dove stanno ..

Francesco PARENTE:- si si ma io sto qua non ci sono problemi però spiegazioni tecniche sul progetto siccome non lo conosco non riesco a darle solo questo

Enrico PARENTE:- va bene Ciccio va bene

Francesco PARENTE:- va buò

Enrico PARENTE:- grazie passami un pò un'altra volta questo imprenditore

Francesco PARENTE:- è è perchè poi mi hanno chiesto di protocollare il sopralluogo e l'Ingegnere mi diceva l'altro giorno che il sopralluogo non è previsto quindi ...

Enrico PARENTE:- no e che lo devono protocollare a fare

Francesco PARENTE:- è appunto..mo ve lo passo

Enrico PARENTE:- si grazie

Alessandro ZAGARIA:-pronto?

Enrico PARENTE:-quindi voi state sul posto

Alessandro ZAGARIA:-si si si stiamo qua

Enrico PARENTE:- è a fare i vostri sopralluoghi

Alessandro ZAGARIA:- è

Enrico PARENTE:- poi le quote le prendete dalle carte non ci sono problemi

Alessandro ZAGARIA:- stanno vedendo ...

Enrico PARENTE:- è perchè quello è tutto il fosso fino in fondo a Cancello ed Arnone

Alessandro ZAGARIA:-si uh il sopralluogo non è previsto ha detto però noi ce lo vogliamo mettere al protocollo perchè mi hanno detto che quello lo deve fare l'ingegnere e questo deve essere un atto che noi siamo venuti ...avete capito come mi ha detto

Enrico PARENTE:- va bene voi lo potete mandare pure per raccomandata con ricevuta di ritorno caso mai..

Alessandro ZAGARIA:- non lo vorrebbero mettere

Enrico PARENTE:-è raccomandata con ricevuta di ritorno e si risolve il problema

Alessandro ZAGARIA:- e se dopo andiamo pure sopra per far spiegare qualche altra cosa dall'ingegnere vediamo se è al corrente di tutto come ho già capito

Enrico PARENTE:- va bene e andateci tranquillamente

Alessandro ZAGARIA:-avete capito?

Enrico PARENTE:-è va bene d'accordo

Alessandro ZAGARIA:-arrivederci

Enrico PARENTE:-arrivederci


L’appalto, però, nel 2009, come già più volte raccontato nella nostra inchiesta (CLICCA QUI PER LEGGERLA) è stato stoppato.

Nel luglio di quell'anno, infatti, era iniziato l’esame delle offerte per i lavori del collettore, tra le quali vi era quella della ditta De.Ca. Impresit Srl, di proprietà di Nicola MADONNA, al momento ristretto nel carcere di Secondigliano.

A causa della mancanza “della copia del documento d’identità del sottoscrittore allegata alla domanda”, è scritto testualmente nell’ordinanza firmata dal giudice Di Palma, l'offerta   presentata dalla società del costruttore di Casal di Principe, fu ammessa con riserva (in attesa delle verifiche dell’Autorità di Vigilanza per i Lavori Pubblici).

Nel corso della settima seduta di gara, nel frattempo, l’allora sindaco Enrico Parente, “prima dell’inizio dei lavori, - riportiamo testualmente il passo dell'ordinanza, - manifestava delle ‘perplessità’ tecniche in merito al progetto e chiedeva la sospensione dei lavori della commissione, in attesa di acquisizione di eventuali pareri della Regione Campania (ente Finanziatore).”

Le perplessità del primo cittadino, che, lo diciamo in soldoni, ruotavano attorno alla presenza delle ‘pompe di sollevamento’, culminarono nel consiglio comunale del 10 settembre 2009, nel corso del quale il medico dell'Asl chiese all'assemblea “di dargli mandato di trovare idonee soluzioni attraverso l’affidamento dell’incarico ad un ingegnere specializzato in idrogeologia al fine di verificare se la capacità dell’impianto fosse sufficiente per evitare il riflusso, se fosse stato possibile eliminare le pompe di sollevamento e come eventualmente eliminare le deviazioni dell’impianto stesso.”

Dopo l’assise municipale “straordinaria”, la segretaria comunale inviò con nota n°9644 del 14 settembre 2009  la delibera di consiglio alla commissione di gara che interruppe i lavori.

Il gip ha ritenuto però che, se non si fosse proceduto alla sospensione, “l’esclusione della ditta De.Ca. Impresit Srl, di MADONNA Nicola sarebbe stata inevitabile e ciò alla luce del parere – tardivo - pervenuto il 24/09/2009 dall’Autorità di Vigilanza per i Lavori Pubblici nel quale veniva segnalata la più recente giurisprudenza del Consiglio di Stato, orientata nel ritenere ‘sufficiente l’allegazione di una sola fotocopia del documento d’identità nella busta contenente la documentazione amministrativa se, in ipotesi, le prescrizioni di gara non sono sufficientemente chiare nel richiedere una fotocopia del documento per ciascuna dichiarazione resa’.”

La tesi sostenuta dalla Dda di Napoli e dal gip Di Palma, in merito alla condotta del sindaco Enrico Parente, è pesante: i magistrati sostengono che “le ‘perplessità’ tecniche espresse dal Sindaco nel settimo verbale di gara del 27/07/2009, poi in sede di Giunta Comunale del 29/07/2009 e poi ancora di Consiglio Comunale del 10/09/2009, erano state artatamente congegnate per sospendere una gara che di certo non sarebbe stata aggiudicata alla ditta De.Ca. Impresit del MADONNA Nicola. [...] Questa conclusione, - ha scritto il giudice, -  trovava, peraltro, ulteriore conferma nella circostanza che la De.Ca. Impresit – sulla base di atti antecedenti – di li a breve sarebbe stata colpita dall’interdittiva antimafia n. 2545/12 b.16/ANT/AREA1 emessa dalla Prefettura di Caserta il 17/11/2009 e quindi, estromessa da una pubblica gara o da un appalto pubblico in corso d’opera1.”

A sostegno dell’accusa, che dovrà essere ulteriormente vagliata nelle dovute sedi di giustizia, l’antimafia ha rilevato come “nell’atto formale di revoca della prima gara di appalto veniva menzionata solo ed esclusivamente la questione sollevata dall’Enrico PARENTE ignorando, in modo assolutamente anomalo, la risposta tecnica - formale del progettista ing. Sergio GUGLIELMI” la quale, scrive il gip “smentiva punto su punto in maniera assolutamente tecnica le presunte perplessità che il primo cittadino aveva sollevato nel 2009.”

Altro passaggio ritenuto importante dall'antimafia: Enrico Parente, nell’intervento che tenne durante l'assise per la revoca della gara, sostenne di aver colloquiato con l’ingegnere Fontana della Regione Campania, il quale, stando al racconto del sindaco, aveva “considerato fondate” le sue perplessità. Ma il tecnico “con missiva n. 1076866 del 14/12/2009 (protocollata al Comune di Grazzanise al n. 13001 del 18/12/2009), smentiva le opinioni attribuitegli dal sindaco, espresse nel Consiglio Comunale del 10/09/2009”

Tale fase, complessa, relativa all'appalto da oltre 3 milioni, non si chiude con la revoca del bando: la gara sarà ripresentata nel corso dell'amministrazione, insediatasi nel 2010, guidata da Pietro Parente (figlio di Enrico Parente) e l'ordinanza ha tracciato anche quest'altra interessante tappa, che si concluderà con il definitivo affidamento all'Ati Balcoba e con il subappalto, ratificato dall'architetto Malena, dato ai Madonna. Ma di questo parleremo in un altro articolo.

Concludiamo ora, invece, dicendo che, come già precisato, per il momento, la tesi dell'accusa è stata ratificata dal giudice per le indagini preliminari. Niente ancora è dfenitivo, ci troviamo alle battute iniziali di un procedimento che si prospetta lungo: saranno altri togati, nei prossimi mesi, a valutare i presunti reati contestati dalla Dda ai 14 indagati dell'inchiesta Chronos.

Giuseppe Tallino